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Quando l’ufficiale giudiziario diventa telematico

Le comunicazioni di cancelleria a mezzo PEC diventeranno presto regola e non eccezione!

Ebbene sì. La saga continua e, da quando ci siamo lasciati sulle pagine di questo sito negli ultimi mesi del 2011 (Cfr. articolo di Nicola Gargano – Quando il processo non è più telematico PECcato ), la Legge di Stabilità 2012 ha sicuramente accelerato i tempi, costringendo i Tribunali di mezza Italia ad adeguarsi ad uno strumento di notifica già previsto a tutti gli effetti dal codice di procedura civile.
L’articolo 136 del codice civile, così come novellato dalla legge dalla Legge 12 novembre 2011, n. 183, prevede infatti che Il cancelliere, con biglietto di cancelleria in carta non bollata, fa le comunicazioni che sono prescritte dalla legge o dal giudice al pubblico ministero, alle parti, al consulente, agli altri ausiliari del giudice e ai testimoni, e dà notizia di quei provvedimenti per i quali è disposta dalla legge tale forma abbreviata di comunicazione.
Al secondo comma si prevede che Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e, solo in via estremamente subordinata il terzo comma prevede che, se non è possibile procedere ai sensi del comma che precede, il biglietto viene trasmesso a mezzo telefax, o è rimesso all’ufficiale giudiziario per la notifica.
Restano ferme inoltre le disposizioni dell’articolo 51 del d.l. 112 del 2008, secondo il quale, le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alle parti che non hanno provveduto ad istituire e comunicare l'indirizzo elettronico, sono fatte presso la cancelleria o segreteria dell'ufficio giudiziario.
Viene dunque ribadito il concetto secondo cui, la casella PEC dell’avvocato, diventa  il nuovo domicilio elettronico presso cui potranno essere inviate, con valore legale, tutte le comunicazioni di cancelleria che, fino ad oggi, venivano inviate a mezzo ufficiale giudiziario, con notevolissimo dispendio di risorse economiche per il sistema giustizia.
Per la verità chi segue queste pagine, è già al corrente che, ad oggi, sono numerosissimi i distretti di corti di appello dove gli ufficiali giudiziari non bussano alle porte degli studi con risultati più o meno felici.
Esempio di grande efficienza è sicuramente il distretto di Milano, mentre, fanalino di coda, appare essere il distretto di Corte d’Appello di Venezia in cui, al momento in cui si scrive, vige un provvedimento del Presidente del Tribunale, emesso in data 29/12/2011, con il quale si sancisce che, rilevata la necessità di provvedere in via temporanea urgente, alla trasmissione sicura dei provvedimenti, viene disposto in via temporanea e urgente che le comunicazioni dei provvedimenti vengano effettuate dalle cancellerie non solo per via telematica, ma anche a mezzo telefax, prevedendo, per i disservizi più gravi, la rimessione in termini.
Quanto ai restanti uffici, invece, c’è da segnalare in data odierna il comunicato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari con il quale si informano gli iscritti che, il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, ha comunicato che a decorrere dal  31 Gennaio 2012 "le comunicazioni inviate tramite posta elettronica certificata avranno pieno valore legale". Ciò comporta che, dal 31/01/2012, gli uffici giudiziari della Corte di Appello di Bari, in applicazione dell'art.136 c.p.c. come modificato dalla legge 183/2011, provvederanno a comunicare i biglietti di cancelleria tramite PEC, ovvero mediante deposito in Cancelleria.
Nel panorama giudiziario italiano, il comunicato effettuato ai colleghi baresi, costituisce un passo importante verso la completa digitalizzazione degli uffici giudiziari, se è vero, come sembra, che il Ministero della Giustizia si sta attivando per conferire valore legale delle notifiche telematiche a mezzo PEC in tutti i tribunali italiani. (cfr. http://www.processociviletelematico.eu/2012/01/avvio-valore-legale-notifiche.html )
Tuttavia, è  opportuno  rammentare che, il valore legale delle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 35 del decreto ministeriale n. 44 del 21.2.2011 (Regole tecniche per l’uso delle PEC nel processo civile e penale), potrà essere conferito solo da un decreto dirigenziale emesso dalla DGSIA (Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati).
Al momento in cui si scrive, non vi è ancora traccia di tali decreti, tanto per il distretto di Corte di Appello di Bari, quanto per gli altri distretti di Corte di Appello in cui fino a ieri gli ufficiali giudiziari bussavano alle porte degli studi.
Bisogna prendere atto dunque che, l’unica comunicazione ufficiale al momento in cui si scrive, è il comunicato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari in cui si parla di una comunicazione e non di un decreto dirigenziale.
E’ evidente tuttavia, che tale situazione di incertezza non può costituire un alibi per quegli avvocati (per la verità ancora troppi!) ancora sprovvisti di quel cosiddetto domicilio professionale dematerializzato che, dal 19 novembre 2011, è costituito esclusivamente dall’indirizzo PEC comunicato al proprio consiglio dell’ordine di appartenenza.
E’ lecito auspicarsi pertanto l’emissione in tempi record dei decreti dirigenziali che, formalmente, avvieranno il valore legale delle notifiche a mezzo PEC in tutti i tribunali italiani e, a quel punto, non possedere una PEC o non averla comunicata al proprio ordine potrebbe diventare un vero PECcato!


to be continued...


Nicola Gargano, 1.2.2012

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