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30 settembre 2009: scade l'accordo ICANN-USA. A chi il governo di Internet?

Per l'UE sì alla gestione privata ma con regole chiare e trasparenti e più sicurezza

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AGCM indaga sulle condizioni contrattuali previste da GOOGLE per la raccolta pubblicitaria on line

Autorità Garante Concorrenza e Mercato - Comunicato stampa del giorno 11 marzo 2010 visibile alla pagina web http://www.agcm.it/

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Le ultime novità amadir

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Canale youtube di Amadir

nasce il canale youtube di Amadir

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Cassazione: illegale l'utilizzo di sistemi per la decodificazione dei programmi audiovisi a pagamento

La Suprema Corte di Cassazione si è di recente espressa in merito alla liceità del sistema di decodificazione "splitty". La Corte d'Appello di Trento aveva assolto gli imputati e ritenuto del tutto legittima l'attività di decodificazione del segnale realizzato dall'apparecchio splitty, il quale veniva considerato come amplificatore di segnale e non "ladro" di codici proprietari. La Cassazione ha ribaltato la decisione del Giudice del riesame trentino ed ha affermato il principio secondo il quale integra il delitto previsto dall’art. 171-octies della L. 22 aprile 1941, n. 633, la messa in vendita e la promozione per la vendita dell'apparecchio "splitter o splitty", utilizzato esclusivamente alla decodificazione delle trasmissioni audiovisive criptate di Sky Italia s.r.l. ed idoneo a replicare illegalmente le credenziali contenute all’interno della smart card inserita nell’unità principale e, di conseguenza, a consentire illegalmente la visione illecita del segnale satellitare.

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Convegno "Televisioni, nuove tecnologie ed IP" - Università di Pavia - Facoltà di giurisprudenza ven. - sab. 2/10/2010

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA - Facoltà di giurisprudenza XIX incontro di diritto industriale - "Televisioni, nuove tecnologie ed IP" venerdì-sabato 1 e 2 ottobre 2010 - Aula Volta via Strada Nuova 65 - Pavia Per poter ottenere maggiori informazioni ed iscriversi, inviare mail a giovanna.salvaneschi@ubertazzi.it

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Creative Commons lancia la licenza "Public Domain Mark"

Creative Commons propone una nuova licenza, la Public Domain Mark, con l'esplicito fine di rendere più agevole il riutilizzo delle opere pubbliche. Con questa licenza, l'autore rende noto che l'opera non è più sottoposta ad alcuna restrizione legale in materia di diritto d'autore e che essa può essere riutilizzata anche per altre finalità. Creative Commons Italia ha osservato che " il Public Domain Mark potrà dunque rivestire un ruolo importante nella promozione del pubblico dominio digitale; tra i primi utilizzatori si può segnalare proprio Europeana (la biblioteca digitale europea che riunisce libri, film, musiche, dipinti, giornali, manoscritti ed altri contenuti forniti dai musei e dalle istituzioni dei 27 paesi membri dell'UE), la quale ha già deciso di adottarlo come contrassegno standard per le opere in pubblico dominio presenti sul proprio portale."

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da oggi è attivo l'INI-PEC

gli indirizzi dei professionisti e delle imprese presenti sul territorio italiano consulatabili liberamente e senza oneri dal 19.6.2013

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Diffamazione on line: competente il giudice del luogo ove risiede la persona offesa

La Sezioni Unite della Cassazione intervengono in materia di competenza territoriale con l'ordinanza n. 21666 del 13 ottobre 2009

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Domini .IT in tempo reale - Una rivoluzione diventa realtà

Anche in Italia è possibile registrare domini IT senza la famigerata LAR da spedire via fax...

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Drualcamp 2010 - Torino 2 ottobre 2010

Si terrà a Torino il prossimo 2 ottobre 2010 la sessione 2010 del Drualcamp, una interessante iniziativa finalizzata alla condivisione delle esperienze e delle conoscenze legate alla rete. Per maggiori informazioni http://torino2010.drupalcamp.it/

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Google street view viola i dati personali degli utenti secondo il Garante

Il Garante della Privacy continua nel proprio monitoraggio della rete ed in particolare le eventuali violazioni realizzate dai content provider. In particolare, l'attenzione dell'Autorità garante ha puntato la propria attenzione sul servizio street view offerto da Google e, lo scorso 21 settembre ha ritenuto di inviare tutta la documentazione relativa alla propria indagine all'autorità giudiziaria, come risulta dalla comunicazione stampa che riportiamo di seguito. "Il Garante privacy ha imposto a Google di bloccare qualsiasi trattamento sui cosiddetti "payload data" captati dalle vetture di Street View, e ha inviato gli atti all'autorità giudiziaria perché valuti gli eventuali profili penali derivanti dalla raccolta di questo tipo di dati. L'Autorità aveva avviato un'istruttoria nei confronti della società di Mountain View nel maggio di quest'anno quando era venuta a conoscenza della circostanza che le "Google car", girando sul territorio italiano, oltre a raccogliere immagini avevano anche "catturato" a partire dall'aprile 2008, tramite appositi software, frammenti di comunicazioni elettroniche - i "payload data" appunto - trasmesse da utenti che utilizzavano reti Wi-Fi non protette. Nel corso del procedimento Google, fornendo i riscontri richiesti dal Garante, ha confermato la raccolta dei dati durante il passaggio delle vetture di Street View, specificando tuttavia che essa era avvenuta erroneamente e che i dati raccolti erano comunque talmente frammentati da non per poter essere considerate informazioni personali. Secondo le dichiarazioni delle società, i dati sono attualmente conservati su server negli Stati Uniti e non sono mai stati utilizzati, né comunicati a terzi. Ad avviso dell'Autorità italiana, invece, una tale raccolta di informazioni, essendo stata effettuata in modo sistematico e per un considerevole periodo di tempo (fino al maggio 2010), comporta la concreta possibilità che alcune delle informazioni "catturate" abbiano natura di dati personali: consentano cioè di risalire a persone identificate o identificabili. Google, pertanto, potrebbe aver compiuto un grave illecito, violando non solo il Codice privacy, ma anche alcune norme del codice penale, come quelle che puniscono le intercettazioni fraudolente di comunicazioni effettuate su un sistema informatico o telematico (art.617-quater) e l'installazione, fuori dai casi consentiti dalla legge, di "apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere" comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico" (art.617-quinquies). Alla luce di tutto ciò il Garante ha ritenuto di trasmettere gli atti all'autorità giudiziaria perché accerti gli eventuali illeciti penali che possono configurarsi. Considerato inoltre che i "payload data" possono costituire elementi di prova delle eventuali violazioni che spetterà alla magistratura valutare, il Garante ha ritenuto di conseguenza che essi non debbano essere cancellati dai server nei quali sono conservati e ne ha disposto il blocco, imponendo a Google di sospendere qualunque trattamento." fonte: www.garanteprivacy.it

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Il Garante impone a Google di chiedere l'autorizzazione ai cittadini per il servizio "street view"

L'Authority per la riservatezza ha deciso, attraverso il Prof. Pizzetti, di monitorare con estrema attenzione l'attività svolta da Google. Il Garante è intervenuto una seconda volta imponendo a Google l'obbligo di informare i proprietari degli autoveicoli di essere oggetto di ripresa per il servizio "street view" ed ottenere relativa autorizzazione. Di seguito il comunicato stampa del Garante. "D'ora in poi i cittadini italiani saranno informati della presenza delle "Google cars", i veicoli che circolano nelle città acquisendo immagini fotografiche di luoghi e persone poi pubblicate on line attraverso il servizio Street View. Lo ha stabilito il Garante privacy con un provvedimento con il quale ha chiesto a Google di fornire ai cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle auto, affinché possano decidere in piena libertà i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di sottrarsi alla "cattura" delle immagini e allontanarsi dai luoghi ripresi. L'Autorità italiana è la prima in Europa ad aver adottato uno specifico provvedimento prescrittivo, che prevede anche sanzioni, nei confronti della società di Mountain View allo scopo di consentire ai cittadini una effettiva e tempestiva informazione. Le "Google cars" dovranno essere facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indichino in modo inequivocabile che si stanno acquisendo immagini fotografiche per il servizio Street View. Alla società californiana è stato ordinato inoltre di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima che inizino le riprese, le località visitate dalle vetture di Street View. Per le grandi città sarà necessario indicare i quartieri in cui circoleranno le vetture. Analogo avviso dovrà essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un'emittente radiofonica locale per ogni regione visitata. Del tutto insufficienti sono apparse infatti all'Autorità italiana le informazioni che ora Google fornisce ai cittadini, limitate alla sola pubblicazione sul sito della società dell'indicazione generica delle città in cui transitano le vetture alcune ore prima del loro passaggio e di un testo contenente informazioni incomplete. Nel dettare le sue misure, il Garante ha tenuto conto di numerose segnalazioni pervenute all'Autorità da cittadini che non desideravano comparire sulle fotografie pubblicate online e ha ritenuto che al trattamento di dati effettuato da Google Street View si debbano applicare le norme del Codice privacy, essendo tale servizio effettuato con strumenti (vetture, impianti fotografici ecc.) situati nel territorio italiano. Alla società californiana è stato anche imposto di nominare un proprio rappresentante sul territorio italiano al quale possano rivolgersi i cittadini per la tutela dei loro diritti. Ad ogni inosservanza delle prescrizioni del Garante scatterà una sanzione che può arrivare fino a centottantamila euro."

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La Corte di Giustizia esclude la responsabilità di Google per l'attività di posizionamento attraverso AdWords

Corte di Giustizia - sentenza del 23 marzo 2010 procedimenti riuniti C-236/08 - C-238/08

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On line gli atti del convegno E-Privacy winter edition

tenutosi presso l'università Bocconi di Milano in data 15 e 16 novembre 2013

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Processo Civile e Telematico presso il Tribunale di Bari - Il punto della situazione alla luce dei primi depositi

Il Processo Civile Telematico è il principale progetto di informatizzazione della pubblica amministrazione introdotto dal ministero della Giustizia, attraverso il quale si mira ad abbreviare la durata dei processi, convertendo in dato digitale l'attuale volume cartaceo delle procedure

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Processo Civile Telematico - al via le comunicazioni a mezzo PEC in 14 distretti di Corte di Appello

Pubblicati i decreti della DGSIA. Dal 31.1.2012 comunicazioni di cancelleria a mezzo PEC in altri 14 distretti di Corte di Appello

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Torino 28/30 giugno 2010: University and CyberspaceReshaping Knowledge Institutions for the Networked Age

Il Centro Berkman Center for Internet & Society dell'universita' di Harvard e del Centro NEXA su Internet & Società del Politecnico di Torino hanno organizzato la conferenza internazionale: "University and Cyberspace: Reshaping Knowledge Institutions for the Networked Age". L'evento si terrà nei giorni 28 - 29 - 30 giugno presso l'Aula magna del Politecnico di Torino. Le iscrizioni alla conferenza sono ora aperte: http://university-and-cyberspace.eventbrite.com/ Iscrizione gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per maggiori informazioni http://www.communia2010.org/

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Tutte le P.A. dell'U.E. collegate in rete

L’obiettivo del programma ISA è sostenere la cooperazione tra le pubbliche amministrazioni europee, agevolando l’efficace ed efficiente interazione elettronica transfrontaliera e intersettoriale fra tali amministrazioni

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