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MENO U.S.A. PIU' GLOBAL, A CHI IL GOVERNO DI INTERNET?

Forse chiamarla rivoluzione epocale sarebbe troppo, ma è certo che dal 1° ottobre di quest'anno qualcosa nel mondo della rete è cambiato.

Scaduto il “vecchio” accordo tra ICANN e Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, la struttura responsabile dell’assegnazione dei DNS e dei domini .com oggi si riorganizza aprendosi alle proposte e alle decisioni della Comunità Internazionale e ridimensionando ufficialmente - se non altro sulla carta - il ruolo degli USA al suo interno.

Nessuno infatti può negare che, come "inventori" di internet, gli Stati Uniti abbiano goduto sempre di una posizione privilegiata, e il fatto che ICANN abbia operato sin dalla sua nascita sotto l'egida del dipartimento del Commercio ne è la riprova ulteriore.

Ma quando nel giro di 15 anni i computer connessi in rete crescono in maniera esponenziale, passando da un milione (1992) ai 600 milioni di utenti in rete attuali, non è facile accettare che sia un solo Paese l’unico titolare del potere di supervisione su una risorsa diventata vitale in tutto il mondo, e che coinvolge le attività, la sicurezza e la libera espressione di milioni e milioni di utenti.

Da qui le richieste sempre più insistenti che Internet appartenesse a un'istituzione globale, indipendente, espressione degli interessi di tutti.

Il nuovo accordo, compie un passo significativo proprio in questo senso stabilendo che ICANN diventi una organizzazione guidata dal settore privato, sottoposta a verifiche periodiche e obbligo di rendicontazione nei confronti di rappresentanti americani ed esperti indipendenti, membri della comunità Internazionale, (Panel) designati congiuntamente dal GAC (il Comitato consultivo governativo, espressione di più di 80 governi) e da ICANN stessa. Inoltre è previsto che subentrino anche le più grandi aziende globali di Internet.

Questo significa che ICANN sarà completamente libera dall'influenza del governo statunitense? E gli utenti di internet di tutto il mondo potranno confidare nel fatto che ICANN adotti decisioni sui nomi di dominio e sugli indirizzi in modo più indipendente e più responsabile, così da rispettare gli interessi di tutti?

Il seggio permanente nel GAC, e la scelta di mantenere gli uffici sul suolo Americano la dicono lunga sul ruolo che gli Stati Uniti continueranno a giocare in seno all' Organizzazione. Inoltre, non è chiaro quali siano i poteri di sanzione nel caso in cui ICANN non si adegui alle raccomandazioni dei Panel, o manchi nel suo dovere di rendicontazione.

Certo, è un deciso passo avanti rispetto al passato, ma questa riforma se non attuata in modo efficace e trasparente nella pratica, rischia purtroppo di rimanere lettera morta.

Miranda Ferraro

Fulvia Morimoro

 

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